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RICERCA-AZIONE ARTISTI

VIDEOARTISTA, FOTOGRAFO, MUSICISTA, SOUND DESIGNER



Domenico Buzzetti
1- Cosa fai e come ti definisci?
Sono un videoartista, fotografo, musicista e sound designer. Lavoro come videomaker, ho il mio
studio a Morbegno e da lì opero.
2- La tua biografia in breve
Sono nato a Morbegno nel 1981. Ho iniziato il mio percorso da giovanissimo con la musica, ho
suonato in band (Carasciò su tutte) e come solista nella musica elettronica prima con il moniker
Joseph C ed ora Joy Coroner. Ho frequentato la Scuola Civica di Cinema di Milano, dopo un breve
periodo come regista di cortometraggi mi sono dedicato all'arte contemporanea attraverso vari
media: video, fotografia, suono. Ho partecipato a molte mostre personali e collettive e film festival
in Italia e all'estero.
3- Quale/i messaggio/i porti?
Più che un messaggio cerco di portare la mia visione del mondo, tutto ciò che faccio è frutto di
riflessioni personali.
4- Cosa è l'arte?
L'arte, secondo la mia opinione, è l'espressione massima di quello che si è e si prova, è la vita posta
ad un livello superiore, è interrogazione, è curiosità, è studio, è una ragione esistenziale, è bellezza,
è l'espressione massima del sé.
5- Quando e come hai cominciato a vederti come un artista?
Il mio rito di passaggio e consapevolezza come artista è avvenuto quando ho vinto il primo premio
al Premio Arti Visive San Fedele nel 2006 con un video che parlava di un viaggio fisico e
metaforico nella memoria, in quel momento ho avuto la conferma che qualcosa di buono avrei
potuto farlo.
6- Come nasce un' idea? Cos'è per te l'ispirazione?
Lascio che le idee vengano da sé, di solito in maniera imprevedibile e in qualsiasi momento.
L'ispirazione mi viene dall'osservazione, dalla riflessione sul mondo che mi circonda, dai sentimenti
positivi e negativi che provo. A volte l'ispirazione viene dalla natura (tanto importante ma anche
prepotente in Valtellina), che nei miei lavori ha sempre un ruolo importante.
7- 3 idee creative che ti piacerebbe fossero venute da te
In ordine casuale:
1. Il film “Sogni” (Yume, 1990, JP-USA) di Akira Kurosawa, se dovessi spiegare l'essere umano ad
un alieno, gli farei vedere questo film.
2. La serie Tv “Breaking Bad” (2008-2013, USA), la serie più perfetta e più ben scritta che abbia
mai visto, affronta in maniera matura e complessa il concetto di bene e male.
3. Le Alpi, da milioni di anni fonte di ispirazione per l'uomo e chissà che altro, ma probabilmente
non mi verrebbero così belle.
8- In che circostanza ti vengono le migliori idee?
Non ho una circostanza particolare, come detto, ogni tempo e luogo può essere quello giusto, porto
sempre con me un blocchetto per le idee, bisogna sempre essere pronti!
9- Quale e' la prova del nove per capire se un'idea e' buona o no?
Di solito lascio agire la mia ferocissima autocritica.
10- In quale occasione hai percepito l'arte in modo quasi "tangibile"?
Un esempio molto concreto è il lavoro che ho svolto con Sponge ArteContemporanea (associazione
culturale con sede nelle Marche) dove abbiamo trasformato un vecchio casolare di campagna in
galleria d'arte contemporanea. Un progetto che ho ideato e organizzato per 3 anni è stato Perfect
Number, in cui ognuna delle 9 stanze della casa veniva affidata ad un artista e un curatore. Il
risultato furono dei meravigliosi week-end di arte e cultura, passati insieme a una ventina di
professionisti dell'arte provenienti da tutta Italia. Per me è stata una grande opportunità di crescita e
confronto. Siamo stati in grado di organizzare qualcosa di unico. Riuniti allo stesso tavolo abbiamo
fatto dei grandi discorsi, delle grandi feste, perché si lavora sodo ma poi ci si diverte sodo.
11- Come promuovi la tua figura artistica?
Promuovo me stesso attraverso il mio lavoro, esposto in mostre, festival e iniziative culturali. Sono
anche seguito e promosso da alcuni curatori con cui collaboro da anni.
Uso internet: ho il mio sito e account su vimeo e youtube, promuovo me stesso anche su facebook
anche se oramai è troppo confusionario.
12- Collabori con qualcuno?
Generalmente lavoro da solo, ma quando mi vengono proposte delle collaborazioni interessanti non
mi tiro indietro. L'anno scorso ho lavorato a “Sense 1+1”, un progetto sonoro/performativo a 8 mani
realizzato con altri 3 performer (Gaggia, Contino, Tina). Ho collaborato anche con 2 ballerine per 2
performance musicali in occasione di un festival di danza. Una sola volta ho realizzato un video a 4
mani con Michela Pozzi, artista Sammarinese con cui abbiamo punti comuni tra cui il senso della
natura e dello spazio.
13- Credi ci siano possibilità sul nostro territorio per manifestare e sviluppare l'arte in ogni
sua forma?
No. Spesso ho la sensazione che il contemporaneo non sia mai sbarcato dalle nostre parti, siamo
ancora fermi su vecchie tecniche e stili. Non ci sarebbe nulla di male, ognuno è libero di esprimersi
come meglio crede, finché non noto che i giovanissimi artisti locali vengono influenzati
negativamente da quest'arte stantia e spesso deprimente (più per “tecnica” che messaggio). Mi
piacerebbe che gli orizzonti artistici vengano ampliati, c'è così tanto da vedere e scoprire, tante
tecniche nuove e innovative, fotografia, video, installazione, performance, new media art e altre che
ancora non hanno un nome, è tutto così entusiasmante e ti fa sentire parte di qualcosa di reale e
rivoluzionario, non bisogna lasciarsi sfuggire questa occasione, non fatelo!
14- Come vedi l'opportunità di un portale per gli artisti sul nostro territorio?
L'idea è ottima, spero prosegua e cresca, come già detto più su, le migliori occasioni di crescita
avvengono con il dialogo e il confronto.
15- Credi che il territorio sia provvisto di luoghi dove fare arte?
Per fare arte va bene ogni luogo, basta volerlo.
16- Si può valutare un opera artistica?
E' complesso. Possiamo parlare di valutazione soggettiva di un'opera, ma può essere
controproducente se non si possiedono determinate conoscenze e anche apertura mentale verso i
nuovi linguaggi. L'arte sta diventando sempre più complessa, se manca questa consapevolezza si
rischia di finire nell'autoreferenzialità di genere.
Il compito di curatori e critici é fornire degli strumenti di critica, sempre che essi non diventino dei
maestrini saccenti.
Tutt'altro discorso sulla valutazione economica di un'opera. Il sistema dell'arte (in particolare quello
Italiano) è malato e genera storture a non finire. Anche le mie opere vengono vendute con un
coefficiente che si calcola in base alle dimensioni (leggi: un tanto al chilo), attualmente è così che
funziona e ci si adegua se si vuole stare al gioco.
17- L'arte e' per tutti?
Sarebbe auspicabile.
18- L'arte e' necessaria? Perche'?
L'arte è necessaria per i motivi esposti nella risposta n.4, perché siamo esseri umani e non
macchine.
19- Quale/i artista/i ammiri? Ti senti influenzato da lui/loro?
Sono tantissimi in ogni campo artistico, butto lì qualche nome che oggi mi sento più di altri (questa
è la classica domanda e ogni volta rispondo in base all'umore del giorno):
Masbedo e Matthew Barney (videoarte). Vex'd e Lorn (musica). Duane Michals e Cindy Sherman
(fotografia) F.W. Murnau e Akira Kurosawa (cinema) William Gibson e H.P. Lovecraft (letteratura)
Cerco di non farmi influenzare, ma non mi faccio illusioni, quando un'opera è potente e grandiosa
diventa parte di te.
20- Ti sembra giusto che gran parte delle opere che i musei d'arte esibiscono sono di artisti
non più viventi?
Ma certo!!! La memoria del passato è fondamentale per poter costruire il futuro. Noto sempre più
spesso che la gente tende a copiare l'arte del passato facendola franca, se manca la consapevolezza e
la memoria di ciò che siamo stati (questo si può dire per qualunque ambito) il rischio che si corre è
di rifare gli stessi errori o, ancora peggio, imprigionarsi in un loop temporale senza innovazione e
colore.
Per chi volesse approfondire o conoscere il mio lavoro:
www.domenicobuzzetti.com