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INTERVISTA POLITICHE GIOVANILI

MATTEO OREGGIONI



CONSIGLIERE COMUNALE DELEGATO ALLE POLITICHE GIOVANILI, COMUNE DI MORBEGNO

 

 

1-Cosa fate e come vi definite?

Sono Matteo Oreggioni, consigliere comunale della maggioranza, Comune di Morbegno. Ho la delega alle "politiche giovanili", all'interno dell'assessorato ai Servizi Sociali.

Mi definisco una persona che combatte l'eterogenesi dei fini. Fare in modo che nel passaggio tra l'idea e la realizzazione non ci sia una trasformazione; che ci sia quindi un combaciare tra ciò che si vuole realizzare e ciò che effettivamente si realizza.

 

2-Quale/i messaggio/i portate?

In campagna elettorale, uno spot era "SPAZIO AI GIOVANI". Esso è un messaggio ampio che riesce a comprendere tutto.

 

3-La vostra storia in breve

Io posso parlare dell'esperienza del Lokalino. Naturalmente a Morbegno c'è anche altro rivolto alla fascia giovanile (solo per fare un esempio: i giovani possono andare agli spettacoli promossi nell'auditorium ad un costo ridotto pari a 3 euro), ma io vi posso parlre di ciò che seguo io personalmente. Con il Lokalino l'amministrazione comunale ha fatto un investimento per il futuro. Una scelta coraggiosa in questo periodo storico. Esso è anche segno di un investimento sui giovani, dar loro fiducia. La creazione del Lokalino non è nata all'improvviso. E' un processo che dura da dieci anni.

 

4-Quali sono i vostri utenti/associati?

Collaboro con associazioni giovanili (Lokazione e Arci Demos) e con realtà informali che ruotano attorno al Lokalino

 

 

5-Quali eventi organizzate?

il Comune di Morbegno, con suoi particolari centri, organizza eventi dedicati ai giovani. Penso alle attività del Lokalino, dell'Auditorium, della Biblioteca, del Museo o ad altri singoli eventi.

 

6-Collaborate con qualcuno?

La collaborazione e il raccordo è la funzione principe del Comune

 

7-Come promuovete le vostre iniziative?

Consorzio turistico. Poi ogni realtà promuove le sue attività in modalità specifiche.

 

8-Sarebbe utile un portale di raccolta eventi,dati e referenze artisti?

Penso che possa servire e che sia utile perché crea raccordo mettendo tutto insieme, tuttavia faccio notare alcuni limiti: non c'è il rischio di autoreferenzialità e che ne usufruiscano sempre i soliti?

Vedo meglio la socializzazione, mettere locandine negli ambienti più vissuti. Rendere ancora più facile la ricerca di qualcosa grazie a un portale rischia di togliere la bellezza che si trova nella ricerca.

 

9-Cosa è l'arte?

Dio, nel senso di creare. L'uomo che si fa Dio, che crea attraverso il pensiero e le mani. Crea qualcosa che prima non c'era. Ho una chitarra e un'idea in testa, le metto insieme e nasce una canzone, che è qualcosa di nuovo che nasce perchè la creo io. Essa non è solo la somma della chitarra e dell'idea ma è qualcosa di più, di nuovo. L'arte fa diventare divinità.

 

10-Tre idee creative che vi piacerebbe fossero venute da voi

Non mi è mai venuta in mente una frase del tipo "ah, avrei voluto farlo io..". Io sono io e gli altri gli altri. Possiamo parlare invece di fonti di ispirazioni per creazione poi fatte da me. Al primo posto sicuramente Rimbaud, poi Kurt Cobain e poi Van Gogh.

 

11-In quale occasione avete "percepito"l'arte in modo quasi tangibile?

In sala prove, o quando si improvvisa o quando si suona in modo talmente preciso che si crea una particolare alchimia. Ti sembra di galleggiare, per pochi istanti è come se tutto divenisse liquido. E' proprio una sensazione corporea. La musica è corpo, non ce la fai a stare fermo.

 

12-Credete ci siano opportunita'sul nostro territorio per sviluppare e manifestare l'arte in ogni sua forma?

Ogni luogo è adatto, la differenza la fa la gente, se il luogo è socializzato. L'arte nasce dalla relazione perché è ciò che fa cambiare le cose. Penso ad esempio ai movimenti artistici (es. Grunge di Seattle).

 

13-Credete che il nostro territorio sia provvisto di luoghi dove "fare"arte?

Sì al Lokalino di sicuro, ma anche al Liceo Artistico, anche se a scuola ti insegnano a capire l'arte e cercano di sviluppare le potenzialità per poi fare arte). Nelle scuole in sé non vedo l'atto creativo. Si impara lo spartito, si impara a suonare Smell like then spirits, ma la musica è altro. Le scuole sono utili per imparare la tecnica. Ma c'è anche chi non ha la tecnica ma ha istinto artistico...e fa il miracolo. Le scuole dovrebbero avere dei momenti dove fare arte.

 

14-Si può valutare un opera artistica?su quali basi?

Dipende che cosa si intende per "valutare". Se valutare significa capire allora si può cercare di capire cosa voleva fare l'artista e se è riuscito a compiere ciò che voleva, lo posso valutare positivamente, indipendentemente dal fatto che il risultato a me piaccia o no. Non dipende dal mio gusto. In questi termini quindi valutare è possibile.

Se intendiamo invece la valutazione della tecnica è una cosa fatta dai tecnici...

 

15-L'arte è per tutti?

Se una persona sente il bisogno di esprimersi attraverso canali artistici allora ha tutto il diritto di farlo. Una persona può fare arte con i mezzi che possiede. Ad esempio non puoi pensare di essere Lady Gaga da un giorno a quell'altro.

 

16-L'arte è necessaria? Perché?

Diventa una necessità dopo che è stata sviluppata un'educazione alla cultura, che è un'educazione al cuore, ad emozionarsi. Se sei a quel punto e sei diventato un'anima che ha sete, cerchi una forma di espressione. Serve però un'iniziazione: essa è fatta dalla società in cui si vive dove ci si passa il testimone. Vi è quindi una funzione politica ed educativa dell'arte. L'arte educa al bello. Una persona che è artista può portare sensibilità e bellezza dove vive. Alcuni ragazzi hanno l'arte prosciugata dentro. Vuotaggine dentro che sta dilagando. Buttare la carta per terra: anche qui c'entra il bello..

 

17-Vi sembra giusto che gran parte delle opere che i musei d'arte (ad esempio) esibiscono sono di artisti non pi'viventi????

Giusto perchè ci sono altrettanti musei che ospitano opere di viventi. Poi ci sono i circoli culturali. L'arte è ovunque, va solo stanata. Poi l'arte del passato è importante per capire da dove arriviamo, se no non sappiamo chi siamo.




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