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INTERVISTA ARTISTA

NICCOLO' BULANTI



1- Cosa fai e come ti definisci?

Sto sostenendo un’intervista! Inoltre scrivo poesie, racconti brevi e testi musica rap, a volte qualche “pasticcio pittorico”. Sono quello che sono.

 

2- La tua biografia in breve

Sono nato nell’83, ho sempre vissuto a Morbegno. Sono stato vicino alle forme arstistiche fin da bambino, poi ho frequentato il liceo artistico. Nel 2012 ho pubblicato presso Galassia Arte in Roma il mio primo volume di poesia. Tengo un blog che raccoglie scritti che direi sociopolitici dal 2006. www.bulantiniccolo.blogspot.com

 

3- Quale/i messaggio/i porti?

Quello che faccio, qualsiasi forma artistica che io utilizzi, è atto a un'idea di influire nella società per renderla come vorrei. E la vorrei vedere anarchica: anarchia, che non è quella mera mancanza di regole e traduzione di caos come ci fanno credere, ma è consapevolezza individuale che rende ogni persona autonoma, facendo sì che essa non precluda la possibilità della cooperazione ma anzi la valorizzi.

 

4- Cosa e' l'arte?

La definirei come la rappresentazione tangibile, fornita attraverso una delle qualsiasi delle espressioni della creatività umana che esce sul prossimo, di sensazioni e/o concetti di collettiva utilità in relazione al benessere nell’equilibrio dell’individuo con il suo ambiente, sociale e naturale.

 

5-Quando e come hai cominciato a vederti come un artista?

Faccio fatica di vedermici come tale anche adesso perchè ti dicono che gli artisti sono o quelli famosi o che lo si divenga dopo morti! Battute a margine, mi sono accorto di esserlo quando mi sono reso conto che la frase precedente non è una verità assoluta e che la fama non conta nulla.

 

6- Come nasce unidea?che cos'è per te l'ispirazione?

L'ispirazione è qualcosa che senti e la senti perché la vivi. Percepire questo sentire in prima persona e poi tradurlo in arte è preferibile; penso tuttavia che l'essere umano sia dotato di recettori che gli permettono di essere affine ad una particolare situazione anche se non la si vive direttamente. Empatia, sensibilità. Questo non sempre accade, anzi quasi mai, ed è compromettente sostenere il contrario. Lo stimolo è come quando stai per vomitare, lì devi aprire la bocca. Così devi aprire il cuore, la mente e mettere il tutto in parole, forme, colori, note. E' impellenza interiore la nascita di un’idea.

 

7- 3 idee creative che ti piacerebbe fossero venute a te.

Al momento mi viene in mente "I mangiatori di patate" di Van Gogh. Far vedere che qualcuno sta mangiando con le sue mani ciò che ha piantato con le stesse mani è idea fortissima. La nostra civiltà però la legge come inciviltà. E' quindi anche uno stimolo per scoprire la verità. Comunque sono contento che sia venuta a lui, è giusto così. Se dicessi che mi sarebbe piaciuto fosse venuta a me significherebbe che ne sarei invidioso e non voglio che vi sia invidia tra compagni.

 

8-In che circostanza ti vengono le migliori idee?

Al lavoro perché non sono concentrato sul lavoro! Nonostante io lavori in modo impeccabile. Risposta politica.

 

9-Quale è la prova del nove per capire se un'idea è buona o no?

Per me quello che è buono è quello in cui credo e credo in quello che è buono, ma per te questo è un ragionamento che può esser messo in discussione sul tuo concetto di buono. E di cattivo. E' inevitabile che escano idee buone per me, anche se probabilmente saranno cattive per gli altri e viceversa. Non si può piacere a tutti. Comunque, per me, una buona idea la si definisce dalle risposte che ho date alle domande precedenti.

 

10-In quale occasione hai percepito l'arte in modo quasi "tangibile"?

Non ricordo di particolari o di una occasione sulle le altre. Quando scrivo qualcosa di più buono, rispetto a ciò che è già buono, sento di essere coinvolto fisicamente da una certa “elettricità”: continuo a rileggere, ad esempio, e mi sento alleggerito e sollevato da quel peso che ho vomitato, o forse dovrei dire partorito, non perchè mi opprimesse ma perchè è scaturito esattamente come lo sentivo.

 

11- Come promuovi la tua figura artistica?

La mia figura artistica sono io. Quindi come promuovo me stesso? Fondamentalmente in modo autonomo. Spesso ho venduto io per strada i dischi rap e lo stesso con il libro adesso. Logica diretta da produttore e consumatore, anche se il binomio è un pò squallido, così si crea relazione. Quando consegno un mio volume ad un camionista che mai ho visto e mai rivedrò e che è pronto a rimettersi sulle strade d’Europa in compagnia di un pezzetto di me è semplicemente bellissimo.

 

12- Collabori con qualcuno?

, con tutti coloro la cui idea ritengo condivisibile.

 

13-Credi ci siano opportunità sul nostro territorio per sviluppare e manifestare l'arte in ogni sua forma?

Innanzitutto l'artista è artista anche se non è conosciuto, quindi lo può essere anche al Polo Sud. La possibilità di essere artista ce l'ha, basta un foglio, penna, fantasia. Anzi, agli antichi nemmeno le prime due cose servivano. Il fatto della visibilità è altro affare: è chiaro che la funzione dell’arte poi venga meno se non può lasciare i ghiacci antartici di cui sopra.

Certo è che tutto quello che c'è attorno ad una persona fa la persona e l’artista, quindi lo stesso scambio di idee è utilissimo, però non è fondamentale, l'arte si può fare comunque. Dico questo con un pò di leggerezza probabilmente e pensando sommariamente alla mia esperienza personale, forse un pò particolare, effettivamente piuttosto isolata.

 

14- Come vedi l'opportunità di un portale per gli artisti del nostro territorio?

Benissimo, è una buona cosa che si aggiunge al fatto che è importante mettere gli artisti in comunicazione tra loro, soprattutto per diffondere iniziative. Poi siamo in un mondo dove ci si muove con internet ma, personalmente, pur capendolo, rifiuto di farmi fb, o altro ad esempio, in funzione di visibilità, dell’opportunità.

 

15- Credi che il territorio sia provvisto di luoghi dove fare arte?

Non mi muovo parecchio sul territorio, conosco il Lokalino di Morbegno che è felicemente reale. I boschi ed i prati valtellinesi sono particolarmente belli.

 

16- Si può valutare un' opera artistica?

Andy Warhol diceva che la migliore opera è quella che costa di più. Non so se fosse una provocazione o meno. Il concetto è ad ogni modo un'indecenza, non puoi valutare un'opera artistica in canoni economici. Così come credo non possa essere valutata in termini “psicologici”: sostenere che l'artista ha fatto così per questo e quel motivo, dicendo cosa pensa in intimità, mi sembra presuntuoso. Invece credo che l’opera artistica si possa valutarla a livello critico incasellandola in una determinata corrente, certo, per accordarla ad un genere, per darle una sorta carta di identità.

 

17- L'arte è per tutti?

Sì.

 

18- L'arte è necessaria? Perché?

Sì perché è creatività e l'essere umano è creativo. Crea il mondo. Anche gli animali sono artisti, creativi: sono i migliori tra gli artisti teatrali, tra gli artisti del circo, tra i cantanti poichè la loro spontaneità non implica dottrina ed avvalora l’originalità. Il mondo si crea e modella ogni giorno. Noi sappiamo anche impegnarci a fondo per distruggerlo, magari anche in modo creativo. Ma questo è un altro discorso.

 

19- Quale/i artista/i ammiri? Ti sei sentito influenzato da lui/loro?

Ho scritto un libro di poesie senza aver mai letto poesie, se non quelle tipiche dei percorsi scolastici che ti obbligano ad impararle a memoria. E poi ti valutano! E' chiaro che siamo influenzati da ogni cosa, però io cerco, con un minimo di consapevolezza, di essere il più slegato possibile dall'istruzione. In questo senso è una bellissima sensazione aprire un libro di Hikmet (ora sì mi concedo un pò di poesia altrui) e scoprire affinità tra i suoi ed i miei versi. Con le dovute distanze, beninteso, ma ti fa dire: “ci sono arrivato con la vita, senza che tu mi dessi indicazioni circa il luogo dove trovarci!”

Sarebbe però presuntuoso dire che non sono influenzato: un bimbo dopo 24 ore dal momento in cui è nato, è già influenzato. Anzi al primo suo percepire ha già assorbito qualcosa.

 

20- Ti sembra giusto che gran parte delle opere che i musei d'arte (ad esempio)esibiscono sono di artisti non più viventi?

C'è chi dice che sarebbe stato famoso solo dopo morto! Notorious B.I.G., rapper, sosteneva in un suo pezzo che “non sei nessuno finchè non ti ammazzano”. Difatti ha avuta più fama da morto che da vivo. A parte queste battute, che non vogliono essere spiritose e sulle quali vi sarebbe molto da cui prender spunto per ampie discussioni, penso che il problema sia che l'attualità non sa mai valutare il suo presente. L'artista è una donna od un uomo che precorre i tempi, per questo è soltanto dopo che viene riconosciuto. Sì, forse è per questo che gli artisti, generalizzando, sono apprezzati postumi.

Niccolò Bulanti (nicoilnico@laposte.net)